Intervista a Martina Lascialfari, Direttrice Generale del Fondo per la Repubblica Digitale Impresa Sociale

Ridurre il divario digitale significa anche creare nuove possibilità di crescita, partecipazione e indipendenza economica. È da questa consapevolezza che prende forma SheLeads, il progetto dedicato all’imprenditoria femminile e alla formazione digitale promosso dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa Sociale con il supporto di Visa Foundation.

In questa intervista, Martina Lascialfari approfondisce il valore delle competenze digitali come leva di inclusione, il potenziale dell’economia digitale per le donne e l’importanza di costruire modelli di innovazione più equi, partecipativi e rappresentativi.

SheLeads è un’iniziativa che promuove l’imprenditoria femminile e la formazione digitale nella Città metropolitana di Milano. Qual è stato il punto di partenza del progetto?

Il punto di partenza è stata una riflessione molto concreta: oggi la trasformazione digitale sta cambiando profondamente il modo di fare impresa, ma non tutte le persone hanno le stesse opportunità di accedere a competenze, strumenti e reti professionali. Questo divario è uno tra i principali elementi che ostacola in modo particolare le donne che vogliono avviare o far crescere un’attività imprenditoriale.

I dati ci dicono che il tema è ancora urgente. Secondo gli ultimi dati Istat, in Italia solo il 54,3% della popolazione possiede competenze digitali almeno di base, contro una media europea del 60%. Inoltre, le donne continuano a essere sottorappresentate nei settori tecnologici e digitali: in Europa solo 1 specialista ICT su 6 è donna.

Promosso dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa Sociale con il supporto di Visa Foundation, SheLeads nasce dalla volontà di trasformare le competenze digitali in una leva di autonomia, partecipazione economica e crescita sociale. Il progetto, sostenuto da Visa Foundation con un contributo di 250.000 dollari, si è inserito nel più ampio impegno di Visa – Official Payment Technology Partner di Milano Cortina 2026 – a lasciare un'eredità positiva e duratura nel capoluogo lombardo, città che ha ospitato i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di quest’anno. Abbiamo accolto la sfida di Visa di concentrarsi su Milano e la sua area metropolitana poiché rappresentano uno dei principali ecosistemi imprenditoriali del Paese, ma anche un territorio dove convivono grandi opportunità e forti disuguaglianze territoriali e sociali.

SheLeads vuole quindi offrire strumenti reali, ad esempio formazione digitale, educazione finanziaria, networking e role modeling, per accompagnare imprenditrici e aspiranti tali nello sviluppo delle proprie idee e attività. L’obiettivo è duplice: da un lato sostenere singoli percorsi professionali, dall’altro contribuire a rafforzare un ecosistema più inclusivo e innovativo.

Come è nata la collaborazione tra Fondo per la Repubblica Digitale e Visa Foundation? Cosa vi ha spinto a intraprendere questa iniziativa insieme?

La collaborazione nasce da una visione condivisa: considerare le competenze digitali come strumento fondamentale di inclusione e sviluppo economico. L’impresa sociale Fondo per la Repubblica Digitale lavora ogni giorno per ridurre il digital gap e creare opportunità per le persone più esposte alle trasformazioni del mercato del lavoro. Visa Foundation, allo stesso tempo, sostiene la crescita delle PMI e l’empowerment imprenditoriale femminile e ha scelto il Fondo per mettere in campo questa iniziativa.

SheLeads è nato proprio dall’incontro tra queste due prospettive complementari. Ci ha unito la convinzione che investire sulle donne imprenditrici significhi generare un impatto sull’ampia area della Città metropolitana di Milano che va oltre il singolo business: significa rafforzare comunità, territori e reti economiche locali. Per questo abbiamo voluto costruire insieme un progetto che non fosse solo formativo, ma capace di generare una legacy concreta e duratura sul territorio.

Fondo per la Repubblica Digitale si impegna a sostenere progetti dedicati alla formazione e all’inclusione digitale. Negli ultimi anni si parla sempre più di economia digitale come leva di inclusione. Quali opportunità concrete può offrire alle donne, soprattutto in contesti ancora segnati da disuguaglianze?

L’economia digitale può rappresentare una straordinaria leva di crescita e indipendenza perché riduce alcune delle barriere che storicamente hanno limitato l’accesso delle donne al mondo del lavoro e dell’imprenditoria. Penso, ad esempio, alla possibilità di avviare attività online, accedere a mercati più ampi attraverso l’e-commerce, lavorare in modo flessibile, costruire reti professionali digitali o utilizzare strumenti di marketing e gestione che rendono più competitiva anche una microimpresa.

Ma perché queste opportunità siano davvero accessibili, servono competenze. Ecco perché la formazione è centrale. Non basta parlare di tecnologia: bisogna mettere le persone nelle condizioni di utilizzarla in modo consapevole e strategico. In Italia esiste ancora un importante divario digitale. Nonostante i progressi degli ultimi anni, quasi una persona su due non possiede competenze digitali adeguate e il gap è ancora più evidente nei contesti sociali più fragili. Anche sul fronte dell’Intelligenza Artificiale emergono differenze importanti: secondo l’Istat nel 2025 solo il 16,1% delle donne italiane dichiarava di utilizzare strumenti di IA, contro il 19,6% degli uomini.

Ma c’è anche un altro problema. Quante donne contribuiscono allo sviluppo di tecnologie e applicativi di Intelligenza Artificiale? Secondo il Global Gender Gap Report del World Economic Forum, solo il 22% dei professionisti del mondo IA sono donne. La scarsa partecipazione femminile nei processi decisionali e nello sviluppo tecnologico rischia di tradursi in un futuro meno equo e incardinato su bias e schemi sedimentati, per forza di cose meno rappresentativi e inclusivi.

Iniziative come SheLeads vogliono intervenire proprio su questi punti: offrire strumenti pratici, supporto e fiducia affinché il digitale diventi una leva strategica per una maggiore  autonomia, rappresentatività e forza delle istanze femminili nell’orientare lo sviluppo economico e sociale del nostro Paese.

Guardando al futuro, quale impatto sperate che SheLeads possa generare nei prossimi anni?

Ci auguriamo innanzitutto che SheLeads possa lasciare un impatto concreto nella vita delle partecipanti: nuove competenze, relazioni generative, maggiore fiducia nelle proprie capacità, opportunità professionali e imprenditoriali più solide.

Ma l’ambizione del progetto è anche più ampia. Vorremmo contribuire a diffondere una cultura dell’innovazione più inclusiva, in cui le donne siano sempre più protagoniste dei processi economici e digitali del Paese. Ci interessa molto anche l’effetto moltiplicatore che iniziative come questa possono generare. Quando una donna acquisisce strumenti, crea impresa o rafforza la propria autonomia economica, l’impatto si riflette spesso anche sulla comunità, sulle reti territoriali e sulle nuove generazioni.

In Lombardia, il principale hub di imprenditoria femminile a livello nazionale, le imprese guidate da donne rappresentano oggi circa il 19,9% del totale. È un dato importante, ma che mostra anche quanto spazio ci sia ancora per rafforzare la partecipazione femminile nei settori produttivi e nello sviluppo di innovazione.

Infine, speriamo che SheLeads possa diventare un modello replicabile: un esempio concreto di collaborazione tra soggetti di varia natura che uniscono le forze per promuovere inclusione digitale, imprenditoria femminile e sviluppo locale sostenibile.